Oggi è stata depositata in Commissione Affari Costituzionali la proposta, approvata dal gruppo PD, di legge sulla riforma dei partiti. Per il Movimento 5 Stelle è un autentico sospiro di sollievo visto che il testo redatto da Matteo Richetti non segue l’impostazione che era stata data all’inizio da Guerini.

Quella originaria, infatti, prevedeva l’esclusione dalle elezioni politiche dei partiti che non hanno uno statuto interno. Una discriminante presente già oggi ma che vale solo per accedere ai finanziamenti pubblici. Richetti, invece, ha proposto una linea molto più morbida: l’invito ai partiti è quello di rispettare principi di democrazia interna in tutte le fasi decisionali del partito, dalla scelta dei candidati all’ingresso di nuovi tesserati. E’ prevista anche la creazione di una sorta di anagrafe degli iscritti, mantenendo comunque intatte le norme sulla privacy.