Referendum Catalogna: vittoria schiacciante del si, ma Rajoy e l’Ue lo dichiarano illegittimo

Il finale delle consultazioni di ieri era scontato, ma il futuro rimane indecifrabile a dir poco: al voto per il referendum catalano hanno votato 2,2 milioni di persone, e il 90 % di questi ha messo una croce sul “si” al quesito “Vuoi che la catalogna diventi uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?”. Tradotto: ha vinto l’indipendenza.

I numeri però non fanno raggiungere la maggioranza assoluta: probabilmente ha influito in maniera decisiva la chiusura di 319 seggi ad opera della polizia del Governo centrale (con la moltitudine di polemiche conseguenti).

Il premier spagnolo Rajoy e Rafael Català, ministro della giustizia, hanno così commentato il risultato del voto referendario: “E’ stata una messa in scena, non c’è stato alcun referendum per l’autodeterminazione della Catalogna. Madrid userà tutta la forza della legge, anche se questo significherà ricorrere all’articolo 155”.

In parole povere ciò significa che il governo centrale è pronto a sospendere l’autonomia catalana per impedire che la Catalogna dichiari l’indipendenza. Di tutt’altro avviso ovviamente il leader catalano Carles Puigdemont: “In questa giornata di speranza e sofferenza i cittadini della Catalogna hanno vinto il diritto a uno Stato indipendente in forma di Repubblica. Nei prossimi giorni il mio governo invierà i risultati del voto di oggi al Parlamento catalano, dove risiede la sovranità della nostra gente, in modo che possa agire secondo quanto previsto dalla legge sul referendum”.

Intanto l’UE ha ufficialmente quest’oggi preso posizione su quanto avvenuto, ma allo stesso tempo decide per voce del presidente della Commissione Jean-Cladue Juncker di non intervenire in un modo o nell’altro: “Si tratta di un referendum illegale, tutti gli attori rilevanti devono muoversi rapidamente dallo scontro verso il dialogo, ma la Commissione non avrà alcun ruolo nel favorirlo”.

Domani sarà tempo di scioperi: oltre 40 sigle sindacali stanno aderendo “per la grave violazione del diritto e delle libertà”. Proprio in queste ore migliaia di persone si stanno trovando davanti a municipi, scuole e aziende per denunciare quanto fatto dalla polizia durante la turnata referendaria.