Pietro Grasso, il Presidente del Senato, ed ex procuratore Nazionale Antimafia, ha messo a segno quello che, almeno per coloro che lo criticano per tale scelta, è stato definito come un vero e proprio ‘blitz‘.

In pratica il Presidente del Senato, nel provare a far votare l’arresto di Caridi, nell’Aula di Palazzo Madama ha invertito l’ordine del giorno proprio con l’obiettivo di far affrontare ai parlamentari la richiesta dei magistrati di Reggio Calabria. Ma sono in tanti i senatori che hanno protestato e non poco per tale scelta visto che l’ordine del giorno originario prevedeva il voto sul ddl editoria.

La decisione di Pietro Grasso, in particolare, fa seguito al voto presso la Giunta per le immunità, riguardo proprio alla richiesta di arresto di Stefano Caridi, appartenente al Gruppo parlamentare GAL, Grandi Autonomie e Libertà, che si è concluso con 12 Sì e 7 No.

E mentre Antonio Stefano Caridi continua a dichiararsi ‘innocente’, GAL sta cercando di prendere tempo potendo peraltro far leva sul centrodestra che ha manifestato la propria contrarietà all’inversione dell’ordine del giorno decisa dal Presidente del Senato Pietro Grasso. Pure nel Partito Democratico è sorto qualche imbarazzo visto che, stando alle dichiarazioni del capogruppo Luigi Zanda, neanche il PD era stato in precedenza informato della cosa.

E se da un lato i magistrati di Reggio Calabria chiedono l’arresto di Antonio Stefano Caridi in quanto ritenuto al vertice di una cupola segreta di ‘Ndrangheta, dall’altro il Senatore si è difeso in Aula ricordando innanzitutto di non aver mai ‘stipulato patti con la criminalità organizzata‘, che l’accusa nei suoi confronti è ‘sconvolgente e ingiusta’, e che ‘non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare‘.

Ricordiamo al riguardo che risale allo scorso mese di luglio del 2016 l’ordinanza di custodia cautelare che, a carico del Senatore Antonio Stefano Caridi, è stata emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.