Al via oggi il voto di fiducia alla legge elettorale: ma chi è a favore e chi contro? Come funzionerà la legge se sarà approvata? Ecco le risposte

Ci siamo, oggi è la giornata del Rosatellum: così è stata chiamata la nuova legge elettorale, dal nome del capogruppo alla Camera del Partito Democratico, e sulla quale giusto ieri il Governo di Gentiloni ha posto la questione di fiducia. Tra la giornata odierna e quella di domani saranno votati tutti e tre gli articoli che compongono il testo.

Partiamo subito da favorevoli e contrari: tra i primi ecco PD, Forza Italia, Lega Nord e partiti centristi della maggioranza, mentre i secondi sono capeggiati dal Movimento 5 Stelle, MDP e Sinistra Italiana e Possibile. Quest’ultimi hanno più che altro criticato la decisione dell’esecutivo di porre la questione di fiducia.

Proprio in questi minuti il M5S sta protestando davanti alla Camera, seguiti a ruota alle 17 dalla sinistra, che sfilerà davanti al Pantheon. In ogni caso la legge non potrà entrare in vigore se non con il voto a favore del Senato.

Alla Camera non ci saranno problemi per il “si”: la legge dovrebbe passare in scioltezza, visto che circa due terzi dei deputati voterà positivamente. Tuttavia il Governo, memore di quanto accaduto non più tardi di quattro mesi fa, ha deciso – d’accordo con il PD – di mettere la fiducia sulla legge. Sono caduti così i molti emendamenti presentati dai vari partiti d’opposizione.

Ma cosa prevede la legge elettorale oggetto di voto? Oltre ad introdurre numerosi collegi uninominali che costringono i singoli candidati ad organizzare una campagna elettorale difficile, dove i soldi sono spesi personalmente, il Rosatellum prevede le coalizioni. Cosa su cui non tutti i parlamentari sono d’accordo per via di ragioni strategiche e di dinamiche interne alle Camere.

Se il Rosatellum sarà approvato l’Italia avrà un sistema elettorale misto proporzionale maggioritario. La Camera avrà 232 collegi uninominali, nei quali ogni partito o coalizione presenterà un proprio candidato. Vince chi nel collegio prende almeno un voto in più rispetto agli altri. Invece i 386 seggi rimanenti saranno assegnati con metodo proporzionale, mentre 12 verranno distribuiti nelle circoscrizioni estere

Le cose al Senato funzioneranno in maniera sostanzialmente identica: 102 collegi uninominali e 207 con il proporzionale, 6 seggi eletti all’estero. Non ci sara la possibilità di utilizzare il voto disgiunto.