L’UE potrebbe vietare il consumo di kebab: il Parlamento europeo infatti si schiera contro acido fosforico, fosfati e polifosfati presenti nella carne.

Ai cittadini europei il kebab piace, e anche molto: secondo una stima della Bild, quotidianamente nel nostro continente vengono consumate 500 tonnellate della pietanza turca. In Italia, soprattutto negli ultimi dieci anni, i ristoranti kebab sono spuntati come funghi e soprattutto i giovani sembrano apprezzare molto.

L’80% del totale viene consumato peraltro proprio in Germania, dove l’immigrazione proprio dei turchi è alta e radicata nel tempo (il primo ristorante kebab nel territorio tedesco è datato 1971).

Il giornale tedesco ha anche lanciato un’indiscrezione, secondo la quale la Commissione Ambiente del Parlamente Europeo avrebbe respinto una proposta della Commissione atta a consentire l’uso di acido fosforico, fosfati e polifosfati al’interno della carne usata per il kebab (se surgelata). Per questo il titolo di ieri era “Salva il Kebab”.

Secondo alcuni studi pubblicati nel 2012 e 2013, questi componenti potrebbero causare ai consumatori malattie cardiache. L’EFSA, ovvero l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, afferma invece che non c’è alcuna sicurezza al riguardo. Posizioni contrastanti, che non fanno che alimentare i dubbi.

Partiamo da una premessa: molti di questi additivi usati per mantenere la carne, in Europa sono vietati. Tuttavia per alcuni tipi di carne sono consentiti, come per esempio il kebab. La decisione definitiva arriverà tra l’11 e il 14 dicembre, quando il Parlamento di Strasburgo si riunirà in assemblea plenaria.

Per l’economia tedesca un eventuale divieto di consumo di kebab potrebbe essere un reale problema: infatti la ristorazione legata a questo tipo di carne coinvolge circa 100mila persone. Sarebbe un colpo da non sottovalutare.