Dopo mesi di speculazioni, tanti annunci e pochi rinvii, Pirelli scalda le gomme per il suo grande ritorno in borsa in quello che è sicuramente uno dei momenti più attesi dell’intero anno azionario italiano.

In borsa domani 4 ottobre, ma solo la sezione consumer

Dopo un anno, sette mesi ed otto giorni esatti dall’uscita da Piazza Affari, una delle maggiori realtà economiche italiane torna in una veste organica e con intenzioni di marketing completamente rinnovate. Molto si è detto sull’acquisizione della casa di Milano da parte del colosso cinese di ChemChina, al cui timone sta l’industriale Ren Jianxin, ma forse non tutti sanno che Pirelli oggi punta a spingere – almeno in Italia – soprattutto nel settore del lusso e del dettaglio.

La sezione industrial, infatti, appartiene per il 100% ad Aeolus (anch’essa controllata da ChemChina) pertanto la Pirelli che verrà quotata in borsa risentirà solo ed esclusivamente della vendita degli pneumatici che siamo abituati a vedere montati sulle nostre auto. Particolare attenzione va riposta nel settore Premium, la gamma di pneumatici di ultima generazione e delle prestazioni ultra performanti, per il quale Pirelli spinge da diversi mesi, e con un certo successo, sia in Italia che all’estero.

Vista la notevole volatilità e concorrenza del mercato gomme, di cui tuttavia Pirelli è attualmente uno dei leader, molto si è ipotizzato nei giorni passati su quale potesse essere il valore finale dell’IPO. A metà settembre la forbice più plausibile era quella che oscillava tra i 6,3 e gli 8,3 euro ad azione, mentre il 28 è stato reso pubblico il prezzo di lancio finale. È evidente che Pirelli non voglia fare il passo più lungo della gamba dopo questi quasi due anni passati a ridefinire compagnia ed obiettivi, e infatti le azioni emesse a partire dal 4 ottobre saranno acquistabili a 6,5 euro.

Tronchetti Provera: “siamo una startup con 145 anni di vita”

La prudenza non deve essere casuale: già a fine anni ’80 l’azienda tentò un’azzardata scalata a Continental, poi fallita, che costò all’allora patron Leopoldo Pirelli la sedia di Amministratore Delegato in favore del genero Marco Tronchetti Provera. È quella dei ’90 anche la decade del declino di Pirelli, risolto solo negli anni recenti grazie alla vendita delle quote di maggioranza ai cinesi.

Tronchetti Provera ha comunque mantenuto un posto di altissimo rilievo, ed oggi siede sia sulla poltrona di vice-presidente esecutivo sia su quella di amministratore delegato. Anche per questo, non ha esitato a palesare tutta la sua soddisfazione per l’ingresso in borsa di “una startup con 145 anni di vita”.

L’AD si è recentemente sbilanciato anche sul proprio futuro in società: dopo il risanamento del debito e dopo che l’azienda sarà tornata a girare a pieno regime, non esclude l’ipotesi di lasciare la guida ad un suo successore. “Nel 2020 avrò 72 anni” esordisce, e quindi non deve sorprendere se “in una busta c’è già il nome di chi verrà dopo di me, e si tratta di qualcuno che fa parte della mia squadra”.

Mancano ancora due anni a quella data ma una cosa è certa: in piena coerenza con la storia che l’ha sempre contraddistinta, anche stavolta il destino di Pirelli verrà stabilito in seno alla continuità.