Ieri è stato l’ulteriore passo verso la candidatura alla Casa Bianca per Donald Trump: il tycoon newyorchese ha stravinto le primarie repubblicane anche in Indiana e il suo principale antagonista, Ted Cruz, si è ritirato. Per Trump, però, c’è da battere soprattutto l’ostracismo del suo stesso partito: in molti preferirebbero addirittura la vittoria della Clinton, candidata dei democratici, tanto che in queste ultime ora spopola su Twitter l’hashtag #nevertrump.

Il miliardario in queste ore ha incassato anche il rifiuto del sostegno dei due ultimi presidenti repubblicani, i due Bush, George Herbert Walker e suo figlio George Walker. Bush senior, a 91 anni, ha avuto un ruolo nella candidatura di Jeb Bush (quasi umiliato da Trump all’inizio delle primarie) ma ha fatto già sapere che è stata un’eccezione e che non tornerà attivamente in politica. George Walker, invece, si è trincerato dietro un “non intendo commentare la campagna elettorale” che chiude la porta a qualsiasi sostegno. Un’altra gatta da pelare per il lanciatissimo Trump.