Stanno venendo pian piano fuori diverse parti del rapporto consegnato dall’intelligence americana al Presidente Obama e di cui è venuto a conoscenza anche il Presidente eletto Donald Trump: parliamo delle indagini sulle presunte influenze russe (anche materiali, tramite attacchi hacker) sulle recenti elezioni presidenziali USA.

La conclusione è piuttosto semplice: Putin ha ordinato una campagna diffamatoria verso la candidata del Partito Democratico, Hillary Clinton, ma non è riuscito nell’intento di modificare l’esito del voto. Così come non sono stati violati i sistemi informatici nel giorno delle elezioni e le macchine per votare erano assolutamente regolari.

Trump ha ammesso lo scenario ma ha sottolineato che il risultato resta legittimo. Di più, ha anche sottinteso che i sistemi dei democratici siano stati violati durante la campagna elettorale, affermando che – invece – le difese informatiche del Partito Repubblicano hanno retto alla grande. “Tra due settimane giurerò e il mio primo obiettivo è quello di garantire la sicurezza agli USA”, le parole del neo-presidente.