Prima espulsione dell’anno del padre di uno studente che aveva inneggiato all’Isis dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre scorso. Il ragazzo, all’indomani della strage nella capitale francese, aveva detto in classe: “Hanno fatto bene. Adesso andiamo a Roma e ammazziamo il Papa. Viva l’Isis”. Il ministro degli Interni, Alfano che ha firmato l’espulsione ha dichiarato: “Ho deciso l’espulsione dopo aver valutato gli elementi investigativi raccolti grazie all’importante lavoro dal Ros per il contrasto del terrorismo di matrice jihadista. Il macedone, in Italia dal 1998, impiegato regolarmente in una ditta di imballaggi, aveva contatti, sin dal 2014, con alcune persone, di origine balcanica, accomunate da un credo radicale islamista, con posizioni oltranzistiche ed ideologie di stampo wahabita, fortemente ostili rispetto agli usi e ai costumi occidentali”. L’uomo infatti ha rifiutato di mandare un messaggio di fratellanza alla Francia come hanno fatto altre associazioni islamiche nella provincia di Treviso.