Il Brasile piomba in una crisi politico-istituzionale a pochi mesi dall’Olimpiade di Rio de Janeiro. In molti ricorderanno che quasi un mese fa, lo scorso 17 aprile, il Parlamento decise votò a favore dell’impeachment per il presidente Dilma Rousseff, coinvolta in un caso di corruzione. Oggi è arrivata una sentenza clamorosa del Presidente della Camera, Waldir Maranhao, che ha annullato quella votazione.

Maranhao avrebbe accolto le richieste dell’avvocato generale dello Stato, José Eduardo Cardozo, articolate in due punti: le dichiarazioni preventive di voto (che non avrebbero permesso alla Rousseff di difendersi adeguatamente) e le imposizioni di alcuni partiti ai propri deputati: chi non avrebbe seguito le linee dettate dall’alto sarebbe stato poi espulso. Una violazione dell’autonomia del singolo deputato che è stata sufficiente ad annullare tutto l’iter di impeachment. La Rousseff, ovviamente, è raggiante: “Tutti sanno che sono vittima di un complotto; la verità verrà a galla”.