Black Friday: secondo i sindacati hanno scioperato il 60% dei lavoratori, per Amazon non più del 10%. Le pastiglie per la lavastoviglie il prodotto più venduto

100 miliardi di dollari: è questo il patrimonio di Jeff Bezos, presidente e ad di Amazon, registrato venerdì scorso dopo il Black Friday. Non sono stati dichiarati i dettagli sull’andamento delle vendite (lo scorso anno il colosso americano aveva dovuto gestire qualcosa come 1,1 milione di ordini), ma si sa che il prodotto più venduto è stato un pacco da 110 pastiglie per la lavastoviglie, insieme ad un robot per la pulizia della casa e un videogioco.

Dunque, lo sciopero dei lavoratori (organizzato volutamente nel giorno del Black Friday) non ha influenzato negativamente più di tanto gli affari di Amazon Italia, pur avendo aderito il 60% dei lavoratori. Almeno secondo i sindacati, dal momento che l’azienda non ne ha contati più del 10%.

Infatti a Wired un portavoce dell’azienda ha dichiarato: “Non registriamo impatti sulle consegne”, mentre Francesca Benedetti, della Cisl di Piacenza, attacca senza mezzi termini Amazon: “A molti di loro scade il contratto domenica. E non è detto che li rinnovino. È chiara la dimostrazione di forza. Il nostro obiettivo non è creare un danno economico all’azienda, ma dare voce a queste persone”.

Nella giornata odierna i sindacati incontreranno nuovamente l’azienda per provare a trovare una quadra sulle cifre. Fiorenzo Molinari, segretario di Filcams Cgil Piacenza, ci crede: “Scardinare l’impostazione di Amazon che punta a una totale disintermediazione tra azienda e singolo lavoratore, in Italia e nel mondo, è una filosofia che contrastiamo”.

La sede centrale statunitense non ha commentato gli scioperi dei depositi italiani, ma a quanto pare sembra che non sia affatto intenzionata a venire incontro ai lavoratori: no al contratto integrativo, no al fondo di solidarietà. E in Italia alla fine è accaduto che dove non sono arrivati i somministrati di Piacenza, sono subentrati i colleghi del Lazio e di Vercelli e altri magazzini in Europa. La filosofia della multinazionale d’altronde è quella di “mantenere le promesse ai clienti“.

I sindacati non ci stanno anche per via delle condizioni di lavoro, soprattutto con riferimento ai pickers: “Per ogni turno lavorativo percorrono una mezza maratona, dai 17 ai venti chilometri attraverso lo stabilimento. Inoltre da un punto di vista della tutela della salute e sicurezza, non può passare inosservata l’incidenza degli infortuni e il presentarsi sempre più insistente di patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico”.