Il bitcoin ha perso il 20 % sui mercati asiatici: ora vale 13mila dollari. E’ già crisi?

Pochi giorni fa il Bitcoin valeva 20mila dollari, adesso invece la criptomoneta è scesa del 20% sui mercati asiatici e il suo valore ammonta a 13mila dollari: un vero e proprio crollo, iniziato mercoledì con un tonfo del 15% arrivato dopo la notizia dell’attacco di hacker in Corea del Sud.

Negli ultimi sette giorni perciò si può dire che il Bitcoin ha perso un terzo del suo valore. Chissà se si stabilizzerà, dopo i giorni scorsi caratterizzati da un boom delle quotazioni che hanno fatto registrare un aumento di 30 volte da parte della criptovaluta, che ha esordito nel mercato Usa con un contratto future.

Che cosa dicono gli analisti a tal proposito? Secondo i più quotati quello che si è inaugurato nelle ultime ore è un vero e proprio periodo di correzione, che non sarà breve. Questo dopo gli avvertimenti arrivati dal governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, della Bce e del numero uno della Fed, Janet Yellen. Tutti concordi sul fatto che il Bitcoin possa diventare un mezzo di riciclaggio da cui le banche devono allertarsi.

E proprio in questi minuti gli esperti di JpMorgan hanno rilasciato un’analisi sulla volatilità del Bitcoin. Ecco le parole di Matthias Bouquet e Marko Kolanovic di JpMorgan: “In un momento in cui la volatilità su tutte le classi di asset è diminuita, il Bitcoin presenta l’occasione di un asset con fluttuazioni quotidiane estreme. Realizzare la volatilità nel Bitcoin è qualcosa che non abbiamo mai visto in altre classi di asset“.

Jamie Dimon, ad della banca, si è spinto in un’analisi ancora più secca: “Il Bitcoin? Una frode“.