Il presidente Donald Trump parla di pena di morte per i terroristi all’indomani dell’attacco a Manhattan.

A poche ore dall’attentato di New York, che per fortuna non ha provocato morti, il presidente americano Donald Trump in una nota ha dichiarato quanto segue: “Coloro che vengono condannati per essere stati coinvolti in atti di terrorismo meritano le pene più severe previste dalla legge, inclusa la pena di morte nei casi appropriati. L’America deve sempre rimanere salda contro il terrorismo e l’estremismo, garantendo che le nostre grandi istituzioni possano affrontare tutti i malvagi atti di terrore“.

Nel frattempo, in questi momenti concitati, è stata rafforzata tutta la sicurezza intorno agli obiettivi sensibili di NY: aeroporti, stazioni, tunnel e ponti, ma anche veri e propri simboli come Times Square, l’Empire State Building e il nuovo World Trade Center, a Ground Zero. Il periodo dell’anno è anche probabilmente il peggiore: Natale si sta avvicinando, e le strade della Grande Mela sono ancor più frequentate del solito.

Ma qual è il profilo dell’attentatore? Stiamo parlando di Akayed Ullah, 27 anni, l’immigrato bengalese arrestato per aver fatto esplodere la bomba artigianale nel cuore di Manhattan, nell’affollato terminal di Port Authority, vicinissimo a Times Square. Nella deflagrazione è rimasto ferito insieme ad altre tre persone, non è grave.

Ecco le sue parole: “Ho agito per vendetta, hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui”. Si tratta di un attentatore solitario, un lupo solitario e per questo più pericoloso, perchè meno prevedibile. Fonti di polizia hanno riferito ai media che avrebbe agito ispirato dall’Isis ma che non avrebbe contatti con il gruppo terrorista.