Altro che lavorare in nero nei campi !Meglio evadere prostituendosi.
Aggregato il 04 marzo 2010
Ieri sera nel dare uno sguardo al mio fedele compagno “Televideo” mi sono imbattuto in una notizia a dir poco particolare. La Corte di Cassazione ha condannato per stupro a 4 anni di reclusione il cliente di una prostituta che, dopo aver dato libero sfogo ai propri istinti primordiali, non ha pagato la prestazione. La sentenza mi ha lasciato un pò perplesso perchè in un Paese come l’Italia, nel quale lo spettro dell’evasione fiscale è sempre al centro delle cronache politiche e nel quale gli evasori sono considerati la peggior peste possibile, questa fortunata prostituta, che evidentemente non paga tasse e lavora in nero è riuscita in un’impresa incredibile, quella di fare condannare qualcuno addirittura a 4 anni per non aver pagato una prestazione resa in totale regime di evasione fiscale ( prestazione peraltro compensata sulla base di un tariffario orario che fa invidia a quello di un notaio ) . Se ci pensate bene è’ come se un ipotetico lavoratore di colore andasse a raccogliere “in nero” arance per 25 euro al giorno ( per 10 ore lavorative) a Rosarno (cronaca recentissima) , il datore di lavoro non lo pagasse ( anch’essa cronaca assai frequente e tristemente recente), e poi il lavoratore riuscisse a far condannare lo sfruttatore da un giudice a 4 anni di galera per l’umiliante e disumano sopruso della retribuzione negata.

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