Elezioni regionali 2010. Ma i consigli servono ancora a qualcosa?
Aggregato il 19 gennaio 2010
Alla vigilia delle amministrative che porteranno al rinnovo di innumerevoli consigli regionali, provinciali e comunali, è il Corriere della Sera a lanciare un sasso…
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Elezioni regionali 2010. Ma i consigli servono ancora a qualcosa?





il 23 gennaio 2010 alle ore 02:01
Non occorre tanto meravigliarci e/o stracciarsi le vesti per rilevare in quale aberrante casella siamo nuovamente ricaduti anche per l’elezione dei consigli regionali, ecc. ecc. quanto risulta esserlo per le politiche dopo esser rimbalzati dal Proporzionale al Mattarellum all’attuale Procellum ci ritroviamo nuovamente per l’ennesimo volta, giocati e caduti in un vero e proprio “Presidenzialismo blindato all’italiana” come ben descrive E. Galli della Loggia non solo per l’aspetto della perfetta coincidenza cronologica con la quale avviene l’elezione del capo dell’esecutivo (governatore, sindaco o presidente) con quella del consiglio (regionale, comunale o provinciale che sia) lautamente e talvolta favolosamente retribuite dotate di ragguardevoli benefici… di casta! Proprio perché i modelli elettorali fin qui provati dimostrano essere dei tipici prodotti di questa “miope” autoreferenziale casareccia classe politica che ci mantiene in un siffatto modo, volutamente in giostra rendendo sempre transitivi i meccanismi elettorali per rendersi come casta sempre più intransitiva! Avendo in un siffatto modo ricreato e mantenuto quell’avvinghiante ed invischiato, vizioso, forzoso ed autoreferenziale bipartisan mero avvicendamento rispetto ad una reale alternativa che solo attraverso l’acquisizione di un sistema elettorale a meccanismi completi potrebbe virtuosamente perforare! Quanto il SEMIALTERNO propugna! Giacché “al di là, dei protagonisti attivi e passivi” per ottenere sinergiche virtuose risposte da qualsivoglia sistema occorre che anche’esso si presenti minimamente a meccanismi completi per così poter risultare intrinsecamente ed estrinsecamente competitivi nella compagine mondiale! Ma, i super croupier di razza e di casta non intendono minimamente demordere, perché, questi continueranno a mordere sempre le stesse ossa e, cavalcheranno il solito gioco dell’oca! “Avendo inventato il vero moto perpetuo!” Che consiste nel propinarci i soliti obsoleti modelli elettorali parziali ed incompleti ritagliati alla loro inequivocabile autoreferenziale misura per così aumentarsi sempre più la sposta in gioco per palesemente autonominarsi con liste bloccate quanto autoassolversi, ecc. quanto un vero e proprio “presidenzialismo blindato” con tutti modelli da suscitar invidia ai più pessimi dei compassati assolutismi!?
Quando per la realtà dei nostri tempi, dovremmo disporre di un sistema completo ed ad assetto variabile dotato di meccanismi elettorali completi che qualifichino sin dagli ingressi il nostro Sistema Paese per tale ovvero, quanto l’idealtipo sistema elettorale SEMIALTERNO prospetta!
Giacché, occorre un dispositivo completo per poter ingenerare un virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto che possa dar luogo ad efficaci competitive alternative politiche indispensabili per superare questi meri avvicendamenti tesi a mantenere sempre più blindato un forzoso anacronistico bipartitismo: emblematici sono i macroscopici episodi sia da sinistra (Bassolino in Campania) quanto da destra (in Sicilia con Lombardo) quali palesi esempi che dimostrano quanto infernale sia divenuto un siffatto famigerato gioco dell’oca, nel quale, ci siamo nuovamente infilati anzi, incasellati! Rispetto a quanto inesorabilmente sempre più aperta e concorrenziale si muove la realtà che per isometria pretenderebbe soluzioni più pertinenti anche per i suddetti meccanismi elettorali indispensabili per rendere virtuosa la competizione massimizzando: governabilità – decisionalità coniugando rappresentatività ed economicità gestionale, quanto appunto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna! Quale auspicabile prerogativa per inoltrarci verso un’effettiva “renaissance!”
Pertanto, urgono nuovi presidi elettorali che iniettino concorrenza sin dall’atto propositivo per rendere anche l’elezione delle rappresentanze politiche effettivamente virtuose, quale indispensabile passo per ingenerare e ricreare contesti a tutto campo ed a tutto tondo, competitivi e così dissipare le solite autoreferenziali deterrenze indotte da blindati bipartisan bipoli entro i quali si continua a restarne schiacciati e prigionieri che la casta brandisce per rinchiuderci alla faccia d’ogni: fatti non foste per vivere come bruti! Questi logori modelli elettorali permangono frutto di statuizioni formalmente corrette (e sempre più corrotte) propinati e messi a regime per mantenere inalterato lo “status quo”! Modelli che vengono palesemente in continuazione interscambiati attraverso quei soliti famigerati giochi dell’oca farciti d’altrettanti anacronistici “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per ripristinare la solita inconsistenza, parzialità, incompletezza del “deja vue” ecc.!
Quando grazie alle nuove tecnologie ed internet una siffatta nuova realtà sempre più accelerata abbisogna di nuove strutturali articolazioni con inediti sempre più aperti adeguamenti “logos”: nuovi sistemi aperti… paradigmi, per rendere sempre più in egual misura, pervasiva la conoscenza, la concorrenza, ecc. Soluzioni per dissipare le censure monopoliste e le deterrenze in ogni dove! (senza scomodare Negroponte… che rimetta fuori gioco Riotta, che abbagliato quest’ultimo dal “You are note a gadget” di J. Lanier tentava soccorrerlo quando nei confronti della rete ha reagito né più né meno, come i maestri scriba che provarono a bruciare Gutenberg a Parigi. Pertanto, Lanier esprimeva semplicemente un riflesso corporativo da interesse ferito!)
Proprio perché anche in “democrazia” non apparteniamo più a quel compassato periodo paternalistico discente bensì ad una nuova era quella degli accessi ed il clima che permane tuttora ammorbato da questa incombente crisi recessiva che ulteriormente evidenzi essere frutto di quella obsolescenza che dovremmo avere il coraggio d’abbandonare per non continuare a ripetere i medesimi errori ma, avere la volontà di abbracciare nuove ed inedite soluzioni quale asintote necessità d’evolvere!
Giacché democrazia e mercato sono facce della medesima medaglia e questo, per funzionare “virtuosamente” reclama regole che permettano efficaci controlli tali da mantenere costante e pervasiva la concorrenza in ogni dove, ambito e livello! Facendo sì che le regole risultino sempre più chiare e trasparenti: dove il controllore non risulti essere lo stesso controllato e/o si possano fare le leggi ad personam o blindate e chiuse alla solita mera autoreferenzialità di casta! In quanto come ribadito Democrazia e Mercato sono parti intrecciate di un medesimo continuativo “asintote” processo in continuo divenire. Dove, l’efficacia e l’efficienza potranno essere sovrani solo se rimessa ad un più equilibrato procedere quanto il SEMIALTERNO propugna! Facendo in modo che la concorrenza risulti pervasiva tesa ad ingenerare un efficiente bipolarismo aperto tipico e richiamato dalla multiade visione in divenire di Bobbio! Criterio irrinunciabile per poter dissipare l’installarsi d’ogni anacronistico monopolio e/o blindato bipartitismo istituzionalizzante.
Quindi, per evolvere, progredire… occorrono soluzioni inedite quanto con l’automatismo del sistema SEMIALTERNO propugna. La cui sua peculiarità consiste nel fatto di esser un sistema:
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio….
4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
Solo così si potranno evitare di concedere rischiosi spazi all’estraparlamentare; vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (maggioritari, -presidenzialista e semi presidenzialista-) perpetuo che tendono sempre più ad involarsi, a verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità nelle quali si struttura nei passaggi alle modalità al proporzionale!
Urgono soluzioni più complete pertinenti all’era degli accessi, dell’interattività essendo la concorrenza diventata l’elemento “sine qua non” indispensabile per ingenerare quella virtuosa autotutela necessaria per espandere democraticità e dissipare rischiosi autoritarismi, demagogie, assolutismi d’ogni genere e fatta! Un circolo vizioso nel quale da decenni continuiamo a dimenarci a palese conferma di quanto sempre più perverso risulta in corso emerge semplicemente dal divario di emolumenti e di prebende che l’”italiota” classe politica copiosamente assorbe rispetto ad ogni altro rappresentante politico dell’€urozone quanto rispetto ad’ogni altro paese OCSE!? Pertanto se non si invertiranno le cose escludendo questa essenziale vera questione da risolvere non potremmo che candidarci a fare concorrenza alle sole tre classiche scimmiette!? Del non vedo non sento e non parlo! Giacché privi d’ogni concorrenza non potremmo che rimanere sempre più schiavi di un perverso anacronistico forzoso bipartisan bipartitismo tendente a sempre più istituzionalizzarsi per ulteriormente rendersi ancor più autoreferenziale.
Oltretutto al di là di quanto si voglia elogiare la struttura del presidenzialismo americano anch’esso non può più essere considerato un modello da imitare in quanto inequivocabilmente abbisogna d’adeguamenti nei tempi e nei modi, rispetta ad una siffatta nuova realtà! I fatti ineludibilmente ed inequivocabilmente sempre più lo dimostrano la sua madornale inefficacia ed inefficienza sempre più annichilito da un siffatto istituzionalizzatosi sterile bipartitismo! Dove, al di là dell’ulteriore ingenerato scarso appeal già a livello elettorale indotto da un siffatto anacronistico procedere drenando sempre più inclusività, partecipazione della cittadinanza, questo processo manda auto consunzione se stesso come sistema. Tant’è che or ora, avendo ormai prosciugato qualsivoglia “effettiva concorrenza” come “sistematico” prodotto, gli USA si ritrovano ad essere uno dei contesti a più alto tasso di statalismo rispetto agli altri paesi OCSE ad ulteriore dimostrazione della fallacia di un siffatto modello supposto equilibrato e fatto passare a check & balance! Quando oltreoceano, si ritrovano schiavi di un bipartitismo che permette semplicemente d’instaurare e mantenere ad eterno regime un vizioso e blindato bipartitismo a totale bipartisan avvicendamento autoreferenziale a scapito d’ogni vera, autentica e sana diversa alternativa; prigionieri di quei due soliti contenenti che, si avvicendano a blindata reciproca convenienza talvolta, comprandosi il consenso quando non soprasseggono ad eventuali brogli: Florida! Docet! E, tutto viene schiavizzato dal suddetto bipolarismo che istituzionalizzandosi si rende sempre più schizofrenico ed autoreferenziale ugualmente blindato, rispetto a qualsivoglia diversa virtuosa soluzione alternativa dissipandola ancora allo stadio nascente!
Tutto questo dovrebbe essere di monito a taluni nostrani esterofili per non continuare a prenderlo d’esemplare riferimento per imitarlo, quando nei fatti, ci sta praticamente dimostrato il suo totale fallimento: essendo l’attuale crisi recessiva globale la più che evidente riprova; effetto di quel palese collusivo intreccio “ingenerato” fra finanza (fattasi creativa) e politica dove, il controllore risultava effettivamente essere in ultima analisi, lo stesso controllato! Le cronache tuttora ne dimostrano sempre più gli antefatti, con collusivi intrecci ed autoreferenzialità quanto lo confermano i palesi nostrani “decreti salva colletti bianchi” che ne testimoniano le reciproche collusive intese e convenienze! L’autoreferenzialità dei vertici delle caste politiche e finanziarie era una costante tant’è che la “cosa” s’era spinta oltre e, coinvolgere gli stessi cda che s’inoltravano sin dentro le agenzie di rating anche per l’assegnazione degli “isin”: numeri d’identificazione internazionale! Anomalia alla quale sembra invaghirsene ed approfittare anche la nostrana casta per mietere e mantenere inalterati i propri privilegi ritagliandosi questi elementari meccanismi elettorali a proprio giovamento per così rendersi sempre più irreversibilmente autoreferenziali: a tal punto da farci ripercorrere la storia a ritroso!?
Rispetto ad ogni diversa fisiologica tendenza in corso, data la sempre maggiore irreversibile propensione alla “aperta” convergenza ed integrazione multidimensionale globale dalle nuove tecnologie massmediali ad internet!? Giacché, tutto dovrebbe farci riflettere e permetterci di ricercare soluzioni atte ad espandere democraticità ed implementare sussidiarietà, affinché se ne possano riverberare virtuosi effetti in modo pervasivo in tutta la sua galassia di cui si compone: politics, policy and polity!
Il SEMIALTERNO rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza del compassato intrise di statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaico al compassato! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include e pretende in ogni dove, nuovi logos, paradigmi (global ontology)! Pertanto, il SEMIALTERNO si propone quale idealtipo rappresentandone un’appropriata pertinente risposta alla “ne(x)t age & generation” per meglio pensare criticamente alla grande ed evolvere!?
il 08 marzo 2010 alle ore 02:49
Inutile guerreggiare ed incallirsi per i inutili palliativi!
Ovviamente in democrazia anche la forma diventa sostanza… per dissipare la corruttela non possiamo permetterci di lasciare la legalità nelle mani dei giocoliere e/o dei croupier di turno e di casta che si permettono dio cambiare le regole durante il gioco!? E, giacché anche le leggi elettorali dovrebbero declinarsi ai medesimi “check & balance” criteri! Serve un indifferibile salto di qualità urgono acquisire nuovi “logos” per declinare una siffatta accelerata realtà!” giacché la crisi sta mettendo in ginocchio un sistema, un modello ed un mondo, non solo economico, ma anche culturale……
Urgono nuove inedite soluzioni essendo per understatement tutto in asintote osmotico movimento dati siffatti ricorrenti cangianti termini in cui ineludibilmente una siffatta realtà s’avviluppa in modo più o meno a cicli centripetocentrifugo semialterni ed irreversibilmente si muove, da cui si evince d’essere al cospetto di un epocale cambiamento dato che:
•Nei media grazie alle nuove tecnologie ed ad internet che tendono far sempre più convergere in modo centripeto (mainstream) i nuovi tools tecnologici e media che mediamente ogni 14 mesi raddoppiando il loro potenziale e simmetricamente permettono di abbassarne in continuazione sempre più la soglia in difficoltà del loro utilizzo da parte degli utenti – cittadini i questi sempre nuovi devices (mobile iPhone, iPad, all’integrazione ormai comune tra videocamera digitale e strumenti per la pubblicazione immediata on line di video –You tube, ecc.) che per capillarità e pervasività ne determinano effetti centrifughi tali da poter permettere di farne aumentare da parte di tutti i cittadini il potenziale espansivo nell’uso di detti strumenti innovativi impensabile!?
•Oltretutto assistiamo ad un’evoluzione antropologica già in atto che segna il passaggio dall’“homos sapiens” e l’insorgere dell’“homos zappiens” rappresentato dalle generazioni cresciuti nell’era digitale. Quelle che evidenziano le loro abitudini fin dalla più tenera età a vivere “sempre connessi”. Così da conseguentemente poter possedere una capacità di gestire varie “multitasking – attività” pur risultando queste per taluni contemporanei non riconosciuta e quindi restarne tuttora ignota od ignorata; in quanto fino a ieri, prevalevano i moniti che il “multitasking” dovesse risultare innaturale per effetto di quel latente pregiudiziale “imprinting” del credere che il cervello rimanga una struttura sequenziale capace di far bene solo una cosa alla volta Cosa che sembra purtroppo aver compromesso ed adombrato molte altri aspetti .
Quando, purtroppo o fortunatamente occorrerebbe velocemente ricredersi e renderci conto che per saper meglio cogliere tutte queste opportunità che il contesto permette nonostante, l’incombente crisi finanziaria che sta trasformandosi in crisi economica e che ora intacca sempre più il sociale… serve semplicemente, effettuare quel salto di qualità per poter iniettare concorrenza anche nell’ambito elettoral-istituzionale. Essendo assodato che democrazia e mercato imprescindibilmente sono facce della medesima medaglia dove, per ovviare di ricadere nei medesimi errori, sarebbe opportuno per isometria, acquisire ed introdurre quella virtuosa dinamica della massima integra compiutezza nei meccanismi elettorali del -”both and or”- tale da mantenere costante, compiuto e permanente l’effetto concorrenziale quale elemento sine qua non indispensabile per mantenere pervasiva in ogni dove, verticalmente ed orizzontalmente per riverberandone i più virtuosi efficaci effetti a check & balance criterio per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity principio per dissipare rischi autoritari! Giacché come anche sempre asseriva N. Bobbio: “l’unica maniera per combattere la corruzione è l’efficienza!”. Pertanto urge effettuare quel passo indifferibile per intraprendere un autentico sistemico incarreggiamento del nostro BelPaese affinché si possano coniugare in modo fisiologico, quell’ancestrale ciclo induttivo centripetocentrifugo che la stessa democrazia presenta tuttora “sganciato – non sbrigato” e, messo a sistema quanto col SEMIALTERNO si propugna poter ottenere per dare una più virtuosa equilibrata maggiore incrementale resa in efficacia ed efficienza all’intero sistema paese nel suo insieme! Slancio di qualità che si rende indifferibilmente effettuare per non continuare a ritrovarci prigionieri di quel famigerato solito gioco dell’oca del rendere transiti i modelli elettorali per mantenere la casta sempre più intransitiva e quindi, restare inchiodati su quei soliti incompleti anacronistici limitati e limitanti modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette (Max Weber) ed oggigiorno ad ogni latitudine sempre più corrotte!?