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Processo breve, lodo bis, intercettazioni, riforme in corso

Aggregato il 09 dicembre 2009

Michele Vietti Processo breve, “legge ponte” sul legittimo impedimento, lodo costituzionale (ex Alfano) con le correzioni indicate dalla Consulta dopo la bocciatura: la riforma della giustizia, targata Pdl, passa ora per queste priorità. Messi da parte, almeno per il momento, la riforma del Csm, la separazione delle carriere tra giudici e pm, e il decreto sulle intercettazioni, si punta a trovare una soluzione che, per dirla con i suoi, permetta al premier «un sereno svolgimento delle funzioni istituzionali e politiche». Legittimo impedimento . Il Pdl sembra pronto a rallentare al Senato «il processo breve» che avrebbe delle ricadute sul sistema giudiziario difficilmente valutabili, e contestualmente dare un colpo di acceleratore alla Camera per l’approvazione di una proposta di legge sul legittimo impedimento più estesa, così come formulata nella Costa-Brigandì, e dunque riferibile ai membri del Governo e ai parlamentari per un periodo anche di sei mesi per volta. Ciò preserverebbe il presidente del Consiglio dai processi milanesi che andrebbero verso la prescrizione. Uno schema diverso era stato presentato dall’Udc, in un testo firmato da Michele Vietti, nel quale “la legge ponte” veniva pensata solo per il premier, in attesa comunque che il Parlamento varasse uno scudo per via costituzionale. Motivo di rinvio delle udienze sarebbe stati gli impegni istituzionali del capo del Governo, con validità però per soli 12 mesi. Una norma per tutti “i processi penali in corso in ogni fase, stato o grado”. Con la prescrizione bloccata. L’esame delle proposte sul legittimo impedimento verranno presentate già da oggi in commissione Giustizia alla Camera. Processo breve . Le indicazioni per le modifiche da apporre al disegno di legge sono arrivate dalla Commissione Affari costituzionali del Senato che ha votato un parere sul ddl Gasparri positivo ma condizionato da tre modifiche. In particolare, è necessario che dal processo breve non vengano esclusi tutti quelli che hanno avuto una condanna ma solo gli imputati «dichiarati delinquenti o contravventori abituali o professionali». Inoltre, l’elenco dei reati esclusi deve essere coerente con quello «dei reati per i cui processi va assicurata la priorità assoluta come stabilisce il decreto sicurezza del 2008». E terzo, la norma transitoria ora prevista solo per il primo grado, deve essere estesa anche all’Appello e alla Cassazione. Lodo bis . Il testo del nuovo lodo congela-processi non prenderà più il nome del guardasigilli Angelino Alfano, ma dovrebbe portare la firma dei capigruppo e dei loro vice di Camera e Senato. In queste ore i giuristi del centrodestra stanno studiando la sentenza con cui la Corte costituzionale ha bocciato il lodo presentato dal ministro della Giustizia, in modo da evitare che, senza le necessarie modifiche, venga bloccato dal presidente Napolitano. Disegno di legge sulle intercettazioni . Già approvato alla Camera è fermo al Senato. Il ddl sulle intercettazioni, del quale non si parla più in questo periodo prevede che possano effettuarsi solo in presenza di «gravi indizi di colpevolezza» a carico di una persona, nei casi di reati con pene oltre i cinque anni, compresi quelli contro la pubblica amministrazione, l’ingiuria, l’usura, le molestie, il traffico di roga e armi. Si potranno usare le microspie per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un’attività criminosa. Riforma del CSM e separazione delle carriere . Per la riforma del Consiglio superiore della magistratura e la separazione delle carriere di giudici e pm bisognerà aspettare chissà quanto ancora. Infatti non sono state messe, almeno per ora, nel calendario parlamentare. Era previsto che, con la separazione degli ordini, ciascuno avrebbero avuto un proprio Consiglio superiore della magistratura e una sezione disciplinare, composta da più “laici” e meno “toghe”, nonché ogni anno un indirizzo del Parlamento per perseguire i reati di maggiore allarme sociale. di Cristiana Mangani Il Messaggero

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