Il Pd contro tu sai chi
Aggregato il 23 novembre 2009
Solitamente i cambi di leadership avvengono in prossimità di una prova elettorale che riguarda direttamente il nuovo leader. Non sono però affatto certo che le regionali di primavera possano essere utilizzate come un test per la leadership di Pierluigi Bersani. L’impressione, specie in alcune regioni, e che sia a destra che a sinistra si stia facendo di tutto per perdere, volta a volta fidando sulla debolezza dell’avversario o dando per scontata la propria superiorità. Tuttavia il nuovo leader del Pd qualcosa la doveva pur fare, ed ecco che ha imboccato un sentiero strettissimo: quello che conduce alle mille piazze del 12 dicembre e che evita la piazza unica della settimana prima: quella del No-B-Day. Per giustificare la distanza da quella manifestazione Bersani ha quindi pensato a uno slogan che spiegasse come Berlusconi non dovrebbeve essere il centro della politica dell’opposizione. Nella forma in cui quello slogan è stato confezionato però si è tratteggiato un innominato che pone gli organizzatori in atteggiamento di ancor maggiore soggezione psicologica: «Sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri». A dire che tra i problemi nostri, se è lecito allungare l’elenco, c’è anche quello di un’opposizione subalterna nell’intimo. Insomma, è giusto parlare dei nostri problemi piuttosto che di quelli di Berlusconi, ma come negare che molti dei nostri problemi abbiano un nome e un cognome?

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